UNIONE NAZIONALE MUTILATI PER SERVIZIO

CONSIGLIO REGIONALE DEL PIEMONTE

UNIONE NAZIONALE MUTILATI PER SERVIZIO

CONSIGLIO REGIONALE DEL PIEMONTE

LA LUNGA ATTESA DEL TENENTE DROGO

Non abbiate timore! Vi spiegherò subito questo strano accenno al protagonista del romanzo “Il deserto dei tartari” scritto da Dino Buzzati. La ragione va ricercata nel leitmotiv che ha condotto il bel convegno organizzato sabato 8 novembre 2025 dalla Sezione Provinciale di Vercelli e Novara retta dal suo Presidente Emanuele Caradonna, sul tema “Vittime tra giustizia ed equità nel rispetto delle istituzioni e del diritto”.
Va dato merito alla Dottoressa Micaela Allodi, Presidente Regionale UNMS del Piemonte, di aver fatto cenno, nel suo intervento introduttivo, all’ ineluttabile senso di attesa vissuto dal Tenente Drogo (UNMS) in continua e vana attesa che qualcosa possa avvenire (interventi legislativi a favore della categoria).
Il richiamo è più che corretto ove si pensi da quanto tempo l’Unione rimane in attesa che i problemi degli invalidi per servizio e tra gli altri quelli riguardanti la perequazione del trattamento tra le vittime del terrorismo e quelle del dovere, vengano superati da adeguati provvedimenti legislativi.
Ma veniamo al nostro Convegno che ha visto la partecipazione del Vice Presidente dell’UNMS, Mario Mazzei, accompagnato da numerosi e qualificati rappresentanti delle Regioni del Nord Italia, senza dimenticare il piacevole momento musicale offerto dall’orchestra della Scuola Gaudenzio Ferrari di Vercelli che, a premessa dei lavori, si è esibita nell’inno di Mameli ed in quello alla Gioia.
Da segnalare, infine, l’intervento del Sindaco di Vercelli, Roberto Scheda, e del Vice Presidente del Consiglio Comunale, Gianni Marino, nonché di alcuni rappresentanti dell’Esercito e di quelli sindacali delle Forze Armate. (Usmia è Usami Aeronautica)
La prima ad intervenire è stata l’Avvocato Silvana Borelli sul tema “Le vittime: categorie, storia ed evoluzione normativa”.
Ricordate le due categorie di vittime, quella del terrorismo e quella del dovere, ha messo in evidenza come, ad oggi, non esiste un unico complesso legislativo che le tuteli.
Mentre, infatti, la normativa riguardante le vittime del dovere ha origini remote, nel 1921, e si è sviluppata fino ad una ventina di anni fa allorché venne diramata la fondamentale Legge n. 266/2005, quella riguardante la categoria delle vittime del terrorismo ha avuto origine e sviluppo attraverso un percorso legislativo graduale, dal 1980 al 2006, in risposta agli eventi tragici che hanno caratterizzato la storia del Paese, in particolare durante gli anni di piombo.
A partire dagli anni duemila, superata la fase emergenziale, si è incominciata ad avvertire come iniqua la disparità di trattamento tra le due categorie di vittime e si è, quindi, assistito, soprattutto ad opera della giurisprudenza, ad una progressiva estensione dei benefici concessi alle vittime del terrorismo (considerevolmente più favorevoli) anche alle vittime del dovere.
L’iniziativa legislativa, che prevedeva una progressiva equiparazione dei benefici tra le due categorie si è realizzata solo in modo parcellizzato e subordinato alla copertura finanziaria. In concreto, un tentativo andato a male.
Tuttavia, come già accennato, l’equiparazione è stata resa, per certi aspetti, possibile dalla giurisprudenza la quale, nell’interpretare ed applicare la legge, ha fatto ricorso al principio di equità e di uguaglianza al fine di eliminare quelle discrasie che, pur avendo un fondamento normativo, erano oramai percepite come ingiuste alla luce dell’evoluzione storica e del mutare del comune sentire.
“Fuori programma”, ma sempre ben venuto, è poi intervenuto l’Avvocato Andrea Bava per illustrare un’importante e recente novità: finalmente è venuto a cadere, a seguito di un intervento del Consiglio di Stato, il tabù che riguardava i militari reduci da missioni all’estero con forme tumorali riconducibili ad una prolungata esposizione all’uranio impoverito.
Si è arrivati alla conclusione che esista la presunzione di spettanza a tale categoria della causa di servizio, presupposto indispensabile per la concessione della pensione privilegiata e per la successiva eventuale attribuzione dello status di vittima del dovere, salvo che non sia il Ministero a dimostrare che la causa fosse stata tutt’altra. Resta da vedere come reagirà l’Amministrazione a questo innovativo provvedimento.
Ha fatto, poi, seguito l’Avvocato Gabriele De Gӧtzen che ha parlato sul tema “L’evoluzione giurisprudenziale”, mettendo in evidenza come tale processo si sia, sostanzialmente, arenato nei primi anni 2000, lasciando in vita le macroscopiche discrasie esistenti tra i benefici previsti per le vittime del terrorismo e quelle del dovere.
Tale carenza normativa è stata, fortunatamente, suffragata da numerosi interventi giurisprudenziali volti superare le diversità non più giustificate dal mutato quadro storico.

Va, a tal fine, sottolineata un’importante iniziativa giurisprudenziale come quella riguardante l’autorità destinata a valutare la legittimità delle decisioni in materia. Non più la giustizia amministrativa, ma quella ordinaria.
Altra materia fatta oggetto d’interesse da parte della giurisprudenza riguarda la progressiva equiparazione dell’assegno vitalizio tra le due categorie di vittime, l’accertamento medico legale dell’invalidità uguale per tutti ed interessante non solo il danno biologico ma anche quello morale ed infine l’imprescrittibilità dello status di vittima ai fini della percezione dei relativi benefici economici.
Da ultimo, è intervenuto l’Avvocato Leonardo Bava sul tema “Criticità e prospettive future”, mettendo in evidenza come le carenze legislative in materia atte a superare la discrasia tra le due categorie di vittime siano, in buona parte, state superate da interventi giurisprudenziali succedutisi nel tempo e già evidenziati dai precedenti relatori.
Un particolare aspetto meritevole d’interesse riguarda l’esenzione dalla corresponsione dell’IRPEF per quanto riguarda il complesso degli emolumenti ricevuti: provvedimento già in atto per le vittime del terrorismo, da estendere anche alle vittime del dovere.
Trattandosi, tuttavia, di recente intervento giurisprudenziale, non vanno dimenticate le difficoltà poste dall’INPS e dall’Agenzia delle Entrate all’applicazione del provvedimento. Vale tuttavia la pena combattere anche questa battaglia visti gli importanti benefici economici che se ne potrebbero ricevere.
Per quanto riguarda, infine, il problema dell’estensione anche alle vittime del dovere dell’aumento fittizio di dieci anni di versamenti contributivi con i conseguenti benefici, non pare, al momento, una strada percorribile senza un’adeguata iniziativa legislativa.
Il Convegno si è concluso con l’intervento del Vice Presidente Nazionale,
Mario Mazzei, che, portati i saluti del Presidente Nazionale, Antonino Mondello, impossibilitato ad intervenire a causa di altri concomitanti impegni istituzionali, si è complimentato con la Sezione di Vercelli e Novara per l’ottima organizzazione dell’evento e con i vari relatori per il loro qualificato apporto di pensiero.

Gen. Vittorio Ghiotto
Presidente onorario della Sezione Provinciale di Torino